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Ambientamento

Parliamo di AMBIENTAMENTO al nido

Quando si parla di ambientamento al nido immediatamente si pensa al bambino come protagonista di quest’esperienza… ma in realtà i protagonisti sono molti di più. L’AMBIENTAMENTO È UN MOMENTO MOLTO DELICATO PER IL BAMBINO, che si prepara al primo vero distacco dalla madre, dal padre e dal proprio contesto familiare, ma è delicato anche per i genitori che si apprestano a vivere una nuova esperienza e per gli educatori che ogni anno si mettono in gioco.

NUOVE RELAZIONI
Per il bambino l’ambientamento rappresenta l’entrare a far parte di un AMBIENTE SOCIALE NUOVO, allargato rispetto a quello familiare vissuto fino ad ora, vivendo un’esperienza emotivamente ricca di sentimenti contrastanti: desiderio d’incontro, avvicinamento, interesse nei confronti di spazi, oggetti e bambini non conosciuti, ma anche momenti di nostalgia e bisogno di sostegno da parte dell’adulto. Il bambino affronta “UN VIAGGIO” che lo condurrà verso la costruzione di nuove relazioni con persone diverse dalla madre e dalle altre figure familiari, “un viaggio” che lo porterà gradualmente a “tollerare” la frustrazione che nasce dal distacco, dimostrandosi pian piano più disponibile ai nuovi affetti.

Il genitore: FIDUCIA E SICUREZZA
Accogliere un bambino al nido significa accogliere un’intera famiglia, ed il bambino per accettare il nuovo contesto ha bisogno di “SENTIRE” il sostegno della mamma e del papà, di “sentire” che essi credono nel nido e nelle persone che lo vivono. Per questo è fondamentale la convinzione e la TRANQUILLITÀ DEL GENITORE, poiché durante questo periodo egli trasmette inconsapevolmente i propri stati d’animo al figlio… un genitore non può fingere, poiché il bambino percepisce anche – e soprattutto – le sue incertezze. Al contrario credere nel progetto pedagogico del nido, credere nelle educatrici, ma soprattutto credere nel proprio figlio e nelle sue capacità di affrontare il cambiamento, tutto ciò infonde al bambino fiducia e sicurezza. Il ruolo principale del genitore durante questo delicato momento è quindi quello di essere la “base” da cui il bambino trae la sicurezza che gli è necessaria per investire fisicamente ed emotivamente il contesto-nido.

E l’EDUCATRICE?

Anche per l’educatrice l’inizio del nido rappresenta un momento particolarmente carico di emozioni… accogliere un nuovo gruppo di bambini ed i loro genitori è una responsabilità di cui si è ben consapevoli, accogliere le diversità nel rispetto di ognuna di esse, entrare nel loro mondo in punta di piedi, permettendo ai bambini e alle famiglie di acquisire pian piano FIDUCIA, richiede sensibilità, disponibilità e discrezione. Per questo è importante cercare di “sintonizzarsi” sulle emozioni di bambini e genitori, ma anche e soprattutto saper ascoltare le proprie: piacere di incontrare i nuovi bambini, curiosità, ma anche paura e timore che qualcosa “non vada”… spesso sono queste le emozioni che vive l’educatrice, riconoscerle, permette di esserne consapevole e di affrontare questo nuovo percorso con più serenità e con la possibilità di accettare e tollerare anche l’incertezza che l’ambientamento porta con sé. In questo periodo con il bambino è importante “DARSI TEMPO”, affinché possa costruirsi un’autentica relazione con lui; questo significa “esserci”, non solo fisicamente, ma CON LO SGUARDO, CON LA MENTE E CON IL CUORE, fin quando il bambino stesso ci “racconterà” che è pronto ad affidarsi.

Nei primi mesi al nido si costruiscono a poco a poco legami, si tesse una trama i cui fili legano persone, attimi, piccole conquiste quotidiane, emozioni e sentimenti… ed è attraverso questo delicato e sottile lavoro di intreccio – tra la cultura del nido e le storie individuali – che educatori, bambini e genitori intraprendono il loro cammino di CONDIVISIONE.

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Categories: News

Betty


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